venerdì 8 agosto 2014

Casa Marx


Casa Marx

Roberto Nistri

Compagnia “Gli angeli distratti”
27 luglio 2014. Libreria Ubik Taranto

Jenny e Karl
Interpretati da Monica Corallo e Angelo Cardellicchio

      Marx è tornato a Taranto ancora una volta. Esibisce, come si dice, certificato di esistenza in vita, e riprende a raccontare la sua storia. Una storia infinita che , come il vento, fa il suo giro: dalle ciminiere della Manchester ottocentesca ai fumaioli dell’Ilva, dove il pane si scambia con la morte.
Viene raccontata la grande storia di un manipolo di visionari come Marx, Engels, Bakunin, Louise Michel e quanti, durante la Comune di Parigi, con Rimbaud salutarono il rosso sole carico d’amore, cantando l’inno dei “senza confini”: l’ Internazionale di Eugene Pottier.
      Questa volta la storia viene raccontata in coppia: la bella narrazione romantica, come si diceva una volta, di amore e di morte. Gli amori comunisti di Karl Marx e Jenny von Westphalen ( vedi l’epistolario Jenny ti amo, ed.Shake) sono un capitolo tutt’altro che secondario della biografia del genio. Considerata la fanciulla più bella di Treviri, la reginetta del ballo, la figlia del barone prussiano destinato a ricoprire la cariche ministeriali, doveva condividere con l’ebreo Karl una serie di incredibili vicissitudini.  Per ironia della sorte, si deve proprio ad una spia prussiana una delle descrizioni più vivide della vita dei coniugi, divisa fra passioni politiche e squallore della vita quotidiana. La loro fu una storia straordinaria, segnata dalla miseria, dalla morte di tre figli, dal continuo via vai presso il Monte dei Pegni. Eppure la spia prussiana raccontava di una bella famiglia: “La moglie è una donna colta e simpatica, che per amore del marito si è adattata a una vita da bohème. Come marito e come padre di famiglia Marx è l’uomo più tenero e più dolce, ad onta del suo carattere scontroso”.
       Un trentennio di critica femminista ha abbondantemente rosicchiato una immagine troppo edulcorata di quel MarxCapital che Joice Lussu avrebbe definito “padrepadronepadreterno”. Nella rappresentazione teatrale, accantonando certi dissapori sentimentali, Karl-Angelo e Jenny-Monica hanno duettato meravigliosamente:  una gran coppia. Pur conoscendo i tormenti dell’ombra, non hanno mai perso il filo di luce della Utopia: “in tenebris lumen”. I due bravi attori si sono ben calati nei personaggi, tenendo ferma una sobria commozione. Nella finale discussione col pubblico, il maestro Cardellicchio ha detto la sua  su quelle figure di tanto tempo fa (da lui certamente amate) che molto avranno errato, misurandosi tuttavia con la grandezza di una storia che continua a non finire.

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